martedì 27 marzo 2018

CHIARIMENTI SUL DIGIUNO ECCLESIASTICO


TIPI DI DIGIUNO 

- CONSIGLI PRATICI PER AFFRONTARE  IL  DIGIUNO CON TRANQUILLITA’.                                                                   
Il digiuno ecclesiastico è il digiuno praticato dai cattolici come forma di penitenza durante alcuni giorni dell'anno (detti appunto giorni penitenziali) oppure in occasioni particolari di devozione. Le più recenti norme di questo digiuno sono state scritte da Paolo VI nella Costituzione Apostolica Paenitemini del 17 febbraio 1966, dettagliate nel Codice di Diritto Canonico (can. 1249 e seguenti), e sono ulteriormente determinate dalle Conferenze Episcopali.

Le norme riguardo a digiuno e astinenza
Attualmente i fedeli cattolici dei vari riti latini sono tenuti al digiuno ecclesiastico e all'astinenza dalla carne due volte l'anno, il Mercoledì delle Ceneri (per il rito ambrosiano il primo venerdì di Quaresima) e il Venerdì Santo. Sono tenuti alla sola astinenza dalle carni in tutti e singoli i venerdì di Quaresima, purché non coincidano con un giorno annoverato tra le solennità dal calendario liturgico della Chiesa cattolica. Negli altri venerdì dell’anno, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità, l’astinenza dalle carni può essere sostituita con opere di preghiera, carità o altre di natura penitenziale. L'obbligo del digiuno inizia a 18 anni compiuti[1] e termina a 60 anni incominciati; quello dell'astinenza inizia a 14 anni compiuti. Tuttavia, i fedeli sono dispensati dall'obbligo del digiuno e dell'astinenza in taluni casi.
La regola del digiuno obbliga a fare un solo pasto durante la giornata, ma non proibisce di fare una seconda refezione leggera. L'acqua e le medicine sia solide sia liquide si possono assumere liberamente.
La regola dell'astinenza dalle carni non proibisce di consumare pesce, uova e latticini, ma proibisce di consumare, oltre alla carne, cibi e bevande che ad un prudente giudizio sono da considerarsi come particolarmente ricercati o costosi.
I parroci possono, per giusta causa, dispensare i singoli fedeli o le famiglie dall'osservanza del digiuno e dell'astinenza, o commutarlo con altre opere pie.
L'insieme di queste norme costituisce il 4° dei cinque precetti generali della Chiesa ("In giorni stabiliti dalla Chiesa astieniti dal mangiare carne e osserva il digiuno") che ha come fine di garantire ai fedeli il minimo necessario nell'impegno penitenziale (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, n° 2041); tuttavia "per legge divina, tutti i fedeli sono tenuti a fare penitenza, ciascuno a proprio modo" (can. 1249 del Codice di Diritto Canonico), specialmente nel tempo penitenziale della Quaresima; i Vescovi italiani hanno suggerito, a tal proposito, nuove forme di penitenza accanto a quelle tradizionali, come l'astensione dal fumo e dalle bevande alcoliche, dalla ricerca di forme smodate di divertimento, dai comportamenti consumistici, il digiuno dalla televisione.
Il canone 919 del Codice di Diritto canonico obbliga poi tutti i fedeli che vogliono ricevere l'Eucaristia ad astenersi "per lo spazio di almeno un'ora prima della sacra comunione da qualunque cibo o bevanda, fatta eccezione soltanto per l'acqua e le medicine".
In Italia
Per l'Italia, la CEI ha emanato nel 1994 la nota pastorale a carattere normativo "Il senso cristiano del digiuno e dell'astinenza". I Vescovi riuniti nella CEI hanno concesso la facoltà ai singoli fedeli di commutare l'osservanza dell'astinenza in tutti i venerdì che non sono di Quaresima con qualche altra opera di penitenza, di preghiera o di carità, a discrezione del singolo fedele; hanno consigliato inoltre di osservare il digiuno e l'astinenza nel giorno di Sabato Santo fino alla Veglia Pasquale; hanno infine stabilito che ci si può astenere dall'osservanza dell'obbligo della legge del digiuno e dell'astinenza per una ragione giusta, come ad esempio per motivi di salute

Consigli pratici e tipi di digiuno, con il prezioso ausilio di Padre Jonas Abib.

Tutti possiamo digiunare: giovani o adulti, gestanti o madri che allattano, anziani stanchi o ammalati. Tutti possono farlo senza che ciò arrechi alcun danno, caso mai se ne trarrà vantaggio. Esistono più varianti. Ne tratteremo qui solamente quattro tipi che potranno esservi di grande aiuto in questa pratica.

Il digiuno prescritto dalla Chiesa
Così è chiamato quello prescritto per tutta la Chiesa e che, perciò, è estremamente semplice perché adatto a qualsiasi persona.
Qualcuno potrebbe pensare che sia un digiuno di tutto riposo o che neanche sia realmente tale, perché troppo facile da mettere in pratica. Ma non è proprio così.
Questo modo di digiunare viene dalla tradizione della Chiesa e può essere praticato da tutti, senza eccezione. La base di questo tipo di digiuno è che si faccia colazione come d'abitudine, poi si consumi solo un pasto durante il resto della giornata. Si può scegliere tra pranzo o cena, secondo le proprie abitudini, la propria salute e il proprio lavoro.
L'altro pasto sarà sostituito da un semplice spuntino, secondo le proprie necessità.
In questo modo. per esempio, se si sceglie il pranzo come pasto completo, a cena si mangi solo qualcosa che metta nella condizione di trascorrere il resto della notte senza accusare la fame.
L'importante, e qui sta l'essenza del digiuno, è, la disciplina, il non mangiare niente oltre questi tre pasti. Quello che importa è, troncare l'abitudine di "mangiucchiare,", di aprire il frigorifero più volte al giorno per "spizzicare" qualcosa.
Evitare completamente, in questo giorno, le caramelle, i dolci, i cioccolatini, i biscotti e cose di questo tipo. Lasciare da parte le bevande rinfrescanti ed il caffè
Per i più indisciplinati (e molti di noi lo sono :D) già questo è, un vero digiuno e di quelli difficili! In questo tipo di digiuno non si soffre la fame. Più le persone si impongono una disciplina, più mettono a freno la gola! Ed è proprio questa la finalità del digiuno.
Chiunque può praticarlo, perfino gli ammalati, poiché, l'acqua e le medicine non lo interrompono; neanche se fosse necessario del latte per assumere queste ultime, poiché, la disciplina sarebbe comunque mantenuta. Per, gli ammalati o per gli anziani la disciplina può consistere addirittura nel fatto stesso di prendere le medicine e prenderle correttamente.
Il digiuno a pane e acqua
Questo digiuno consiste nel mangiare pane quando si ha fame e bere acqua quando si ha sete: nient'altro. Non si tratta di assumerli contemporaneamente; al contrario, è proprio questo che si deve evitare.
E meglio mangiare un poco di pane alla volta durante tutto il giorno. Si potrà constatare che questo acquisterà un nuovo sapore. Come pure si deve bere acqua varie volte nel corso della giornata. L'organismo ne ha bisogno. Perciò occorre berne anche quando non se ne ha voglia.
La cosa più importante, la regola è, che si mangi solo pane e si beva solo acqua. Ripeto: non è per tacitare la fame e ancora meglio la sete. Questa è una forma di digiuno che frena maggiormente la nostra gola che, in genere, ci fa agire solo per la pura e semplice soddisfazione di sé. Impone dunque la disciplina che combatte il vizio di mangiare tutto il giorno.
Nel digiuno a pane e acqua si consiglia di consumare pane di manioca che è, molto sostanzioso, così come il pane integrale. Questi tipi di pane, essendo di grano integrale, sono sostanziosi ed evitano eventuali disturbi. Ma anche un comune panino è, sufficiente per fare un buon digiuno, senza essere assaliti dalla fame.

Il digiuno a base di liquidi
Il terzo tipo di digiuno richiede che si trascorra una intera giornata senza mangiare nulla, limitandosi ad assumere liquidi: ci si alimenterà soltanto di questi. E' una modalità di digiuno molto efficace che tiene a freno la nostra gola e garantisce la disciplina.
Trattandosi di liquidi, si ha una grande varietà di opzioni e di combinazioni possibili, che mantengono bene alimentati e in forma senza interrompere il digiuno.
Si raccomanda di bere tè. Potendo scegliere, ne esistono di vari tipi. Caldo, con un poco di zucchero o miele, il tè nutre e mantiene caldo lo stomaco: cosa importante. Chi non può fare uso di zucchero o miele può usare dolcificanti o prendere la bevanda pura: così facendo si priverà del glucosio, che è un alimento, ma conserverà i vantaggi del tè, e del calore. Preferendolo si può bere freddo o gelato, specialmente d'estate.
Aranciata, limonata e succhi di frutta sono pure indicati per questo giorno. Lo stesso dicasi per i succhi di legumi, di carote, barbabietole e verdure in genere. Occorre però stare attenti di bere solo il succo e non la polpa. Combinando frutta. legumi e verdure le possibilità di una buona alimentazione aumentano di molto.
I vari succhi, addolciti con zucchero, miele o dolcificanti. oppure bevuti assoluti, sono sempre nutrienti e lasciano leggeri e meglio disposti alla preghiera e alle altre attività intellettuali o fisiche.
Altra opzione possibile. per questo tipo di digiuno, è, l'acqua di cocco, alimento completo che contiene tutti gli elementi per mantenere il fisico idratato e nutrito.
Tuttavia, per chi non avesse facilità nel reperire questa bevanda può far ricorso ad una bevanda "casalinga", che soddisfa molto bene le nostre necessità alimentari. Un bicchiere di acqua, con un cucchiaio di zucchero ed un pizzico di sale è, un'ottima bevanda. Possiamo superare senza problemi un giorno intero ingerendo soltanto questa mistura. Ecco un eccellente digiuno.
Vi è, chi passa l'intera giornata bevendo soltanto acqua: in questo caso si tratta di un digiuno totale che è possibile soprattutto a chi ha avuto modo di allenarsi in questo. Ci si può arrivare gradatamente con l'assunzione di soli liquidi fino ad arrivare al digiuno totale: succhi, tè, acqua di cocco, bibita casalinga e, infine, soltanto acqua. Niente impedisce di cominciare dal digiuno a pane e acqua. La persona allenata smette a poco a poco di mangiare riuscendo così ad arrivare al digiuno solo di acqua.
Non sto dicendo che si debba assolutamente fare questo. Sto solamente mostrando che è, una cosa possibile e neanche troppo difficile. Si tratta di acquisire allenamento e disciplina: e qui sta l'essenza del digiuno.
La cosa importante è, che questi tipi di digiuno lasciano il corpo leggero, ben idratato e lasciano riposare l'apparato digerente. La testa è rischiarata, la mente è aperta e ben disposta alle attività spirituali. Non soltanto alla preghiera e alla contemplazione; ma è anche più ricettiva allo studio, alla riflessione, alla lettura, agli scritti, ai calcoli, ai progetti, alle attività creative musicali e poetiche. Tutte le attività, nei campi in cui si vuole ottenere un miglioramento, sono favorite dal digiuno.
Un'importante osservazione da fare è, che per svolgere un qualsiasi lavoro intellettuale, che esiga concentrazione e sforzo mentale, bere, mangiare, prendere caffè, fumare costituisce una pessima abitudine. Fa accumulare tensione su tensione. Questa abitudine, crea l'illusione che tutto ciò renda maggiormente attiva la mente e faciliti la creatività. In realtà, serve solo ad intossicare e aumentare la tensione.   
                                                                                                                                                   
 Oltre a tè, succhi, acqua di cocco e bibite fatte in casa, si possono prendere in considerazione anche i brodi. Questi alimenti, in genere, si consumano caldi e, per di più. contengono sale, cosa altamente raccomandabile.
Chiunque, ma specialmente gli anziani ed i malati, possono fare un digiuno molto salutare a base di brodi che, come per i succhi, ve n'è una grande varietà.
Occorre fare attenzione, però, che dicendo brodi, non mi riferisco a zuppe e a minestre, sebbene si possono consumare anche brodi di carne. L'importante è, che si consumi solo il liquido che, oltre tutto, ha il vantaggio di essere caldo, nutriente e di contenere sale.
Specialmente nelle fredde giornate invernali, l'uso del brodo costituisce un ottimo modo di digiunare poiché assicura l'ingestione delle calorie necessarie alle attività, specialmente a quelle spirituali.
Il digiuno totale
In questo quarto tipo di digiuno non si prende nulla: si beve solo acqua. Si raccomanda, prima di sperimentare questa forma di digiuno, di praticarne uno a pane e acqua ed uno a base di liquidi che possono servire da allenamento. Ma è possibile fare un digiuno senza ingerire neanche acqua? Si, come ho già detto, è possibile ma sono le persone bene allenate possono tentare di farlo.
E' fondamentale mettersi in testa che non ci si sta sottoponendo ad un test di resistenza. Non abbiamo bisogno di provare niente a nessuno: né a noi stessi, né al Signore. L'obiettivo del digiuno è l'incontro con Dio. è, il favorire la preghiera. è il darsi una disciplina. Esso serve per aprirci alla grazia (della contemplazione, dell'intercessione e dell'unzione dello Spirito Santo.
Come abbiamo detto sopra, il nostro organismo ha bisogno di acqua, di essere ben idratato, per agire e reagire nel campo spirituale. E poiché il digiuno è destinato ai "soldati" che, "combattono per Dio" nella dimensione spirituale, occorre bere acqua diverse volte al giorno quando si fa quello totale.
Riguardo all'ora di porre fine al digiuno, soprattutto a quello totale si può terminarlo alle 4 del pomeriggio oppure prolungarlo sino alle 5, alle 6 o alle 8 della sera. l:importante è essere nutriti ed agire con buon senso. La nostra intenzione non è di costruire degli eroi.
Ripeto: non dobbiamo provare niente a nessuno, né a noi stessi né, tantomeno, al Signore.
Osservazioni finali
Un errore molto comune che le persone commettono è di fare un giorno di digiuno saltando la colazione del mattino. Così facendo si comincia a digiunare partendo dall'ultimo pasto fatto la sera prima e non dalla mattina.
Queste persone, male informate, finiscono per avere come risultato un mai di testa. che in genere comincia ben presto: il mal di testa non è l'obiettivo del digiuno.
Come ho già detto, è, una cosa che lascia la persona indisposta per il resto del giorno, la rende irritabile e sempre pronta a perdere la pazienza e questo è, totalmente in opposizione a quanto si spera di raggiungere.
E' come se non bastasse, tutti questi inconvenienti e il mal di testa impediscono alla persona di realizzare bene le sue attività spirituali specialmente la preghiera, opponendosi allo scopo stesso del digiuno.
E perché succede tutto ciò? Perché, gli acidi dello stomaco diventano molto attivi quando la persona fa trascorrere diverse ore senza alimentarsi, particolarmente dopo una notte di riposo.
E' bene che si faccia regolarmente la colazione della mattina, come si fa tutti i giorni, e, a partire da lì, iniziare il digiuno. Facendo così si evitano l'iperattività dei succhi gastrici, il dolore di testa, l'irritabilità e ogni indisposizione.
Se si è abituati a non mangiare nulla al mattino, oppure si decide di non volerlo fare, occorre, almeno bere qualcosa, preferibilmente qualcosa di caldo. Questo farà bene all'apparato digerente preparandolo al giorno di di6iuno. Ma se non si vuole fare un intero giorno di digiuno e si preferisce cominciare nel pomeriggio, allora è bene bere ugualmente un buon bicchiere di acqua lievemente intiepidita. Questo favorisce l'attività dell'apparato digerente evitando che soffra per le indisposizioni sii menzionate.
Un'ultima osservazione essenziale. Nel linguaggio corrente, molte volte si parla di fare digiuno di dolci, di bevande alcoliche, di rinfreschi. di televisione. Si tratta di una buona pratica, che ha senz'altro un certo valore e che non dobbiamo tralasciare di fare. Ma non è corretto dargli il nome di digiuno: in realtà, si tratta di una mortificazione. Quando ci si impone una mortificazione, ci si priva volontariamente di qualcosa offrendo questa pratica come un sacrificio.
Ciò è, molto valido e gradito al Signore, essendo un mezzo eccellente per darsi una disciplina e autocontrollarsi. Ma come nell'ambito del denaro: la decima è, la decima e l'offerta è, l'offerta; così nel campo dell'alimentazione e in relazione alle altre privazioni: il digiuno è digiuno e la mortificazione è, la mortificazione. Potete fare quante offerte volete ma non dovete tralasciare di dare la decima. Allo stesso modo, potete fare quante mortificazioni volete, e questo è, buono; ma insisto: non tralasciate il digiuno.
Il digiuno è, una ricchezza che abbiamo bisogno di riconquistare. E' una espressione forte della comunità che ha deciso di convertirsi, di cominciare una vita nuova.. Ora, con questa nuova conoscenza dell'argomento cominciate a praticarlo con pace del cuore, calma serenità e consapevolezza; sicuramente porterà benefici a voi e al Corpo di Cristo.
                           +++      Dio benedica il vostro digiuno.    +++   --------------------------------                       

10 Aprile 2013  -  A coloro che hanno atteso il Dono della Conversione, quelle Mie povere anime vuote, dico adesso: Io, il vostro Padre Amorevole, vi prometto che vi abbraccerò e aprirò il vostro cuore quando reciterete questa preghiera…”

Dio Padre: Preghiera per la chiave del Nuovo Paradiso.
Caro Padre, sono io, il tuo figlio perduto, che, cosi confuso e cieco senza il Tuo aiuto e il Tuo amore, non sono nulla. Salvami attraverso l’amore di tuo Figlio, Gesù Cristo, e donami la Chiave per il Tuo Nuovo Paradiso sulla Terra. Amen.

La mano di Misericordia
Lasciate che Io apra i vostri cuori in modo da essere benedetti dalla Mia Mano.
"Carissimo Padre, vieni a me e tocca il mio corpo e la mia anima con la Tua mano di Misericordia. Amen".
 Io risponderò immediatamente alla vostra chiamata.
Andate, piccoli Miei, e siate in pace, perché il Mio intervento sarà la vostra Grazia di salvezza, poco importa quanto sarà difficile il periodo che verrà. Sarò in attesa di aprire la Porta del Mio Nuovo Paradiso, con Amore nel Mio Cuore, quando vi inviterò a venire da Me, vostro Padre.

È attraverso il digiuno che diventerete tutti nuovi


22 marzo 2013 – Desidero che tutti i Miei seguaci facciano un tempo di digiuno dal prossimo lunedì fino alle ore 15,30 del Venerdì Santo.   MESSAGGI DA GESU CRISTO  

Mia amata figlia prediletta, desidero che tutti i Miei seguaci facciano un tempo di digiuno dal prossimo lunedì fino alle ore 15,30 del Venerdì Santo. Anche un piccolo pegno di digiuno vi fará intuire, a tutti voi, il Mio Piano di Salvezza e come Mi potete aiutare a salvare le anime di tutti i peccatori.
È attraverso il digiuno che diventerete tutti nuovi.  Purificando il vostro corpo il vostro spirito sarà rinnovato. Desidero inoltre che voi riceviate il Sacramento della Confessione o qualunque altra forma di riconciliazione a vostra disposizione. Per favore, se non siete in grado di ricevere questo Sacramento, accettate allora il Dono della Mia Indulgenza Plenaria, che avete ricevuto qualche tempo fa.   (Martedì 31 gennaio 2012, alle ore 21.30)

“Dovete recitare questa preghiera per sette giorni consecutivi
 per ricevere il dono dell’ assoluzione totale e la potenza dello Spirito Santo.
                             
Mio Gesù, Tu sei la luce della terra,   Tu sei la fiamma che tocca tutte le anime
        La Tua Misericordia e il Tuo amore non conoscono limiti.
Noi non siamo degni del sacrificio che hai fatto con la Tua morte sulla croce, eppure sappiamo che il Tuo amore per noi è più grande dell’amore che abbiamo per Te
Donaci Signore il dono dell’umiltà in modo da essere meritevoli del Tuo Nuovo Regno Riempirci di Spirito Santo in modo che possiamo marciare avanti e condurre il Tuo esercito,  per proclamare la verità della tua Parola Santa e preparare i nostri fratelli e sorelle per la Gloria della Tua Seconda Venuta sulla terra
      Noi ti onoriamo,   Noi ti lodiamo
Ti offriamo i nostri dolori, le nostre sofferenze come dono per Te per salvare le anime    Ti amiamo Gesù
Abbi pietà di tutti i Tuoi figli ovunque essi si trovino.
amen

Poi desidero che vi uniate a Me nello spirito, come se foste presenti con i Miei apostoli alla Mia Ultima Cena. Potrete condividere con Me il pane azzimo e mangiare con Me al Mio tavolo. Voi, Miei seguaci, potete condividere con Me il Mio Calice della Sofferenza, per mezzo del vostro libero arbitrio, se doveste accettare la Mia offerta. Se potrete accettare questo, voi, in espiazione dei peccati dell’uomo mortale, salverete milioni di anime. Concederò la Misericordia per i peccatori più incalliti in cambio del vostro dono della sofferenza. Questa è la Crociata di Preghiera per voi, se volete condividere il Mio Calice della Sofferenza. Recitatela, per tre volte, quando potete, ma preferibilmente durante ogni periodo di digiuno.

Crociata di Preghiera (103)  per condividere il Calice della Sofferenza con Cristo.

Mi prostro davanti a Te, caro Gesù, e ai Tuoi Piedi, per compiere ciò che vuoi da me, per il bene di tutti.  Lascia che io condivida il Tuo Calice della Sofferenza.
Accetta questo mio dono in modo che Tu possa salvare quelle povere anime che sono perdute e senza speranza.   Prendi me, nel corpo, così che possa condividere il Tuo Dolore.  Tieni il Mio Cuore nelle Tue Sante Mani e porta la mia anima in unione con Te. Attraverso il mio dono della sofferenza,
lascio che la Tua Divina Presenza abbracci la mia anima,  affinché Tu  possa redimere tutti i peccatori e riunire tutti i figli di Dio nei secoli dei secoli. Amen.”

Questo vostro sacrificio, offerto a Me, Gesù Cristo, Redentore di tutta l’umanità, Mi permetterà di riversare la Mia Grande Misericordia sul mondo intero.  Cosa ancora più importante, Io salverò anche quelli che Mi odiano. Le vostre preghiere e i vostri sacrifici sono la loro unica grazia di salvezza, poiché senza di essi sarebbero stati distrutti dal maligno.
Se desiderate sopportare questa sofferenza, vi concederò grandi benedizioni e vi chiedo di continuare con Me nel Mio cammino per risvegliare il mondo dal suo sonno,
 cosicché Io possa sollevare il velo dell’inganno che lo ricopre.                                                                                                                                                                                                                                                        Il  vostro Gesù…

martedì 12 dicembre 2017

PREGHIERA ALLA VERGINE, DI SAN BERNARDO DI CHIARAVALLE



Ricordati, o vergine Maria, 

che non si è mai udito 
che alcuno, 
 ricorrendo al tuo patrocinio, 
implorando il tuo aiuto e la tua protezione, 
sia stato da te abbandonato.

Animato da tale confidenza, 
a te ricorro, 
o vergine delle vergini e madre mia,
a te io vengo e davanti a te me ne sto, 
povero peccatore gemente.

Non disprezzare le nostre suppliche, 
ma ascoltaci, propizia, ed esaudiscici. Amen



lunedì 6 novembre 2017

L'Anticristo (a Maria Valtorta ed altri)




...Le guerre si sussegueranno fino all'ultima che sarà condotta dai 10 re dell'Anticristo, i quali avranno tutti un unico intento e saranno i soli a governare il mondo." "La battaglia soprannaturale è già iniziata (...) Vi battete coi vostri corpi, ma in realtà sono le anime quelle che si battono. ...Uno è l'esecutore di questa rovina. Uno che è sulla terra perché voi lo volete, ma non è di questa terra. 
Satana è che conduce i fili di questa carneficina...Questa è una delle battaglie iniziali. Il regno dell'Anticristo ha bisogno di un cemento fatto di sangue e di odio per consolidarsi."
 Messaggio a Maria Valtorta del 1950:
"I tempi che avanzano saranno tempi di guerra non solo materiale, ma sopratutto di guerra tra materialità e spirito. L'Anticristo cercherà di trascinare le creature razionali verso il pantano di una vita bestiale. In quel tempo di separazione aperta tra i figli di Dio e di Satana, in cui i figli di Dio avranno raggiunto una potenza di spirito sinora mai raggiunta, e quelli di Satana una potenza di male talmente vasta che nessuna mente può immaginarla quale sarà realmente, verrà la nuova evangelizzazione...che per ora ha i primi avversati risvegli. Ed essa opererà grandi miracoli di conversione e di perfezione .
E grandi conati di odio satanico, contro il Cristo e la Donna (la madonna). ...Con mezzi nuovi, sarà al giusto modo e momento operata l'estrema evangelizzazione... gli spiriti venduti a Satana e ai suoi servi, ossia i precursori dell'Anticristo ed esso stesso, avranno tenebre e fango e tormento e odio eterno..quando Colui che deve venire verrà.
Messaggio del 1943 a Maria Valtorta:
"Lucifero si sforza ad imitare iddio...Si atteggia a Cristo il demonio; e come Cristo ha apostoli e discepoli. Fra di essi sceglierà il perfetto per farne l'Anticristo. Per ora siamo al periodo preparatorio dei precursori del medesimo."
Come riconoscere l'Anticristo: "Voi lo riconoscerete perchè non porterà mai la croce simbolo di redenzione. Esso avrà dodici discepoli, userà ogni genere di prodigi per trarvi in inganno. Nelle chiese vi sarà disordine."
 "Verrà un uomo, farà gesta di beneficenza; mostrerà grande stabilità; farà del bene e tanta gente lo amerà e crederà nelle sue gesta. Ma ricordate che l'umiltà viene da Dio e chi viene da Dio non si mette in mostra. Vigilate !"
Messaggio del 1944 di Gesù a Maria Valtorta
"Riconoscerete i precursori del Cristo nel suo secondo avvento, poichè le forze dell'Anticristo sono in marcia... quello che molti crederanno vittoria sull'Anticristo, la pace ormai prossima, non sarà che sosta per dare tempo al nemico del Cristo di ritemprarsi, medicarsi delle ferite, riunire il suo esercito per una più crudele lotta."
Messaggio del 1978 a Veronica Lueken, Bayside
"666 è Lucifero, con lui altri cinque demoni, e sono sei; i terribili giorni di sofferenze fino al castigo...Non è solo un uomo...l'uomo della perdizione, l'uomo il cui nome è 666. ...Si riferisce a Lucifero nel corpo di un uomo. Secondo le scritture, lui sarà seduto nel tempio di Dio e si proclamerà Dio.. L'Anticristo siederà nel tempo di Dio e si proclamerà Dio. ...Non è un uomo solo ...E' Lucifero, il diavolo incarnato che è 666!"
Gesù a Giovanna Le Royer (1798), conversa e veggente:
"Più si avvicinerà il regno dell'Anticristo e la fine del mondo e più le tenebre di Satana saranno diffuse sulla terra. Quando poi si abbandonerà nella chiesa la lingua delle catacombe (il latino), Satana sarà prossimo a ingaggiare la sua tremenda lotta, perchè sarà questo il tempo in cui il suo diletto figliolo (L'Anticristo) starà per giungere (...) I capi, ritornati numerosi e forti, con scritti porranno in dubbio alcuni dogmi e la stessa divinità di Gesù Cristo.. ...Aboliranno tutti i SS. Sacramenti. Per loro mezzo Satana farà falsi prodigi, pseudo-profeti annunzieranno imminente l'Anticristo, il vero preteso Messia. Quindi verrà suscitata un'orrenda persecuzione alla Chiesa e ai suoi seguaci. Il numero dei martiri sarà allora uguale a quello dei primi secoli della Chiesa. Il Papa subirà il martirio ed il suo seggio sarà occupato dall'Anticristo."
Messaggio del 1982
"Si perderà il senso del Dio vero nella confusione di quei tempi e ciò preparerà la sua venuta. Verrà con grande potenza e tanti lo crederanno perchè si farà vedere pieno di grazia...Si presenterà come l'incarnazione dello Spirito Santo ...La forma del fuoco e la fiamma sarà il suo simbolo. Il suo volto è un volto radioso, ma i suoi occhi sono ghiaccio e fermi nel tempo. Si farà vedere quasi come disceso dal cielo e porterà in sè tanta luce, ma non è luce vera. Toglierà il Pane del Padre e si farà pane egli stesso, ma pieno di serpi sarà quel pane!... Verrà facendo tanto scalpore e sarà tanto amato nella confusione che regnerà. Sarà di un'intelligenza unica, controllerà ogni potenza e si avventerà contro la Chiesa accusandola di essere rimasta ferma nel tempo. Vorrà portare nuove riforme, vorrà cancellare tutto il clero dicendo che il popolo ormai deve camminare da solo verso Dio, senza l'aiuto di nessuno. Ben poche volte farà il Nome di Dio, nominerà soltanto il "Grande Spirito."
Messaggio del 1943 a Maria Valtorta
"Sarà persona molto in alto, come un astro...Cedendo alla lusinga del nemico, conoscerà la superbia dopo l'umiltà, l'ateismo dopo la fede, la lussuria dopo la castità, la fame dell'oro dopo l'evangelica povertà, la sete degli onori dopo il nascondimento. Meno pauroso il vedere piombare una stella dal firmamento che non vedere precipitare nelle spire di Satana, questa creatura già eletta, la quale del suo padre di elezione copierà il peccato. Lucifero per superbia di un'ora, diverrà il maledetto e l'oscuro dopo essere stato un astro del mio esercito. A premio della sua abiura, che scrollerà i cieli sotto un brivido di orrore e farà tremare le colonne della mia Chiesa nello sgomento che susciterà il suo precipitare, otterrà l'aiuto completo di Satana, il quale darà ad esso le chiavi del pozzo dell'abisso perchè lo apra."
Messaggio del 22/8/1985 ad alcuni giovani Irlandesi, Grotta di Melleray:
" Se il mondo non si converte il demonio prenderà il controllo della Chiesa di Dio, da qui a dieci anni." 
Messaggio 13/7/1976 di Gesù ad un anima previlegiata:
"C'è ora nella città di Roma una cospirazione di malvagi che cerca di rimuovere il Vicario dal posto di Pietro. ...Quando a Roma avrà luogo lo sconvolgimento...sappiate che la fine della vostra era è vicina. ... Ci sarà caos a Roma: vescovi contro vescovi, cardinali contro cardinali, mentre satana sta fra loro. Il sangue scorrerà nelle strade di Roma. Il vostro Pastore, capo del gregge, fuggirà nel terrore."
Messaggio del 19/1/88 ad Vincenzo A.
" Presto verrà a Roma e il prossimo Papa se ne scapperà per paura"
Messaggio del 27/1/88 a Vincenzo A.
"Morto il Papa , subito dopo verrà L'anticristo a Roma. Esso trascenderà le leggi della chimica e della fisica, la politica sarà rivoluzionata dalle idee di un gran personaggio che metterà tanta confusione." 
Messaggio dell'Arcangelo Gabriele a Margherita Sampair, 1968-1970
"La donna 1 è la chiesa mondiale che sta per essere stabilita, perchè la Chiesa Cattolica è caduta e la nuova chiesa mondiale incorporerà tutte le religioni nel mondo includendo la nuova chiesa Ebraica che proviene da Satana, anche i Maomettani, i Buddisti; gli empi, uomini abietti, che creano questa chiesa, prendendo il peggio di ciascuna fede e la incorporano nella nuova chiesa mondiale di Satana. ...I re della terra accetteranno questa chiesa perchè essa è l'inizio del concetto dell'unico mondo, il cui governatore è Satana. Il falso papa sarà il fantoccio dell'unica chiesa mondiale. Essa è chiamata una donna perchè adornerà se stessa col male e sedurrà gli uomini della terra che non sono stati segnati dal sigillo di Dio... La chiesa in quei giorni odierà Maria e cercherà di distruggerla."
1 Vedi Apocalisse di San Giovanni, capitolo 17
Messaggio dell'arcangelo Raffaele a Margherita Sampair. 1968-1970
"La base dell'unica chiesa mondiale è stata posta e la pietra angolare è Satana. E il capo sarà un falso papa controllato dall'Anticristo!... Il falso papa deve governare l'unica chiesa mondiale agli ordini di Satana. Il primo atto sarà di rinnegare la SS.ma Vergine Maria. Essa sarà diffamata, la Sua Verginità sarà attaccata, e sarà "dimostrato" che ebbe altri figli. Il rosario sarà chiamato un'eresia o "venerazione" di una donna. Quelli che non sono i veri figli di Maria distruggeranno i loro rosari e tutte le statue della SS.ma Vergine saranno distrutte e tutte le festività a Lei riferentesi saranno eliminate. Da quest'unica chiesa mondiale saranno soppressi tutti i santi. Cristo sarà proclamato un grande profeta e filosofo, e un uomo mortale. Questa chiesa governata da Satana ritornerà alla adorazione di Baalam. Ciò sembra incredibile, ma accadrà, perchè questo è il motivo per cui Cristo chiese: "Credete che vi sarà fede sulla terra quando ritornerò?"
Messaggio dell'Arcangelo Gabriele a Margherita Sampair.
"Il più grande male è riservato per gli ultimi giorni, quando Satana entrerà nel corpo di un uomo di grande potere sulla terra e renderà capace quell'uomo, con la potenza della mente di Satana, di proclamare sè stesso essere Cristo...Questo grande impostore risusciterà se stesso dalla morte e farà grandi miracoli come quelli di Cristo. Quanti saranno ingannati! ...Questo evento avverrà appena sarà costruita l'unica chiesa mondiale, perchè il falso Cristo governerà la chiesa mediante il falso papa. Quando Satana inizierà il suo regno, la terra subirà un tremendo cambiamento...L'America sarà sconfitta in una settimana. La potenza di Satana progetterà armi sconosciute agli uomini così devastatrici che le nazioni capitoleranno nella paura. Il tempo è vicino: Dio si è ritirato dalla terra per permettere a Satana la sua ora prima che il Figlio suo conduca le schiere degli angeli alla distruzione di Satana."
Messaggio del 19/1/88 a Vincenzo A.
"Starà con voi tre anni e mezzo, e in questi tre anni vi sarà martirio e persecuzione. Le chiese saranno chiuse, vescovi e cardinali faranno battaglia, perché ci saranno quelli che doneranno la vita per non rinnegare Gesù e ci saranno quelli che s'inchineranno alla bestia. Quelli che si sono inchinati alla bestia saranno dannati eternamente. Come voi lotterete sulla terra anche gli angeli lotteranno in cielo. Quando colui che non è si chiamerà dio, la vostra fede vi dovrà salvare."

domenica 30 aprile 2017

preghiera a san Michele Arcangelo (forma estesa)

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Gloriosissimo Principe della Milizia Celeste, Arcangelo San Michele, difendeteci in questa ardente battaglia contro tutte le potenze delle tenebre e la loro spirituale malizia.
Venite in soccorso degli uomini creati da Dio a sua immagine e somiglianza e riscattati a gran prezzo dalla tirannia del demonio. Combattete oggi le battaglie del Signore con tutta l'armata degli Angeli beati, come già avete combattuto contro il principe dell'orgoglio lucifero ed i suoi angeli apostati; e questi ultimi non potettero trionfare e ormai non v'è più posto per essi nei cieli. Ma è caduto questo grande dragone, questo antico serpente che si chiama lo spirito del mondo, che tende trappole a tutti. Sì, è caduto sulla terra ed i suoi angeli sono stati respinti con lui.
Ora ecco che, questo antico nemico, questo vecchio omicida, si erge di nuovo con una rinnovata rabbia. Trasfiguratosi in angelo di luce, egli nascostamente invase e circuì la terra con tutta l'orda degli spiriti maligni, per distruggere in essa il nome di Dio e del suo Cristo e per manovrare e rubarvi le anime destinate alla corona della gloria eterna, per trascinarle nell'eterna morte.
Il veleno delle sue perversioni, come un immenso fiume d'immondizia, cola da questo dragone malefico e si trasfonde in uomini di mente e spirito depravato e dal cuore corrotto; egli versa su di loro il suo spirito di menzogna, di empietà e di bestemmia ed invia loro il mortifero alito di lussuria, di tutti i vizi e di tutte le iniquità.
La Chiesa, questa Sposa dell'Agnello Immacolato, è ubriacata da nemici scaltrissimi che la colmano di amarezze e che posano le loro sacrileghe mani su tutte le sue cose più desiderabili. Laddove c'è la sede del beatissimo Pietro posta a cattedra di verità per illuminare i popoli, lì hanno stabilito il trono abominevole della loro empietà, affinché colpendo il pastore, si disperda il gregge.
Pertanto, o mai sconfitto Duce, venite incontro al popolo di Dio contro questa irruzione di perversità spirituali e sconfiggetele. Voi siete venerato dalla Santa Chiesa quale suo custode e patrono; voi, glorioso difensore contro le nefaste potestà terrene e infernali; a Voi il Signore ha affidato le anime che un giorno occuperanno le sedi celesti. Pregate, dunque, il Dio della pace a tenere schiacciato satana sotto i nostri piedi, affinché non possa continuare a tenere schiavi gli uomini e a danneggiare la Chiesa.
Presentate all'Altissimo, con le Vostre, le nostre preghiere, perché scendano presto su di noi le Sue Divine Misericordie e Voi possiate incatenare il dragone, il serpente antico satana ed incatenarlo negli abissi. Solo così non sedurrà più le anime.

mercoledì 1 marzo 2017

QUARESIMA, IL SIGNIFICATO DELLE CENERI

“Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris”. Le parole pronunciate da Dio nel giardino dell’Eden, e che accompagnano la cacciata dal paradiso terrestre di Adamo ed Eva, segnano l’inizio della Quaresima, un tempo di preghiera, digiuno e penitenza durante il quale i cristiani si preparano alla grande festa della Pasqua. “Ricordati uomo, che polvere sei e polvere ritornerai” (Genesi 3,19), è la stessa frase che caratterizza la celebrazione peculiare del Mercoledì delle Ceneri. Tradizionalmente ricavate dai rami d’ulivo benedetti in occasione della Domenica delle Palme dell’anno precedente, le ceneri, e il rito della loro imposizione, hanno origini antichissime.

Il significato biblico

Da Abramo a Giuditta, le ceneri, assumono un duplice significato nella storia dell’Antico Testamento. Sono segno della debole e fragile condizione dell’uomo. Abramo rivolgendosi a Dio dice: “Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere” (Gen 18,27). Giobbe, riconoscendo il limite profondo della propria esistenza, con senso di estrema prostrazione, afferma: “Mi ha gettato nel fango: son diventato polvere e cenere” (Gb 30,19). Ma la cenere è anche segno di penitenza, di chi si accorge del proprio agire “malvagio” e decide di “convertirsi”. Noto, a tal proposito, il testo della conversione degli abitanti di Ninive dopo la predicazione di Giona: “I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere” (Gio 3,5-9). Anche Giuditta invita tutto il popolo a fare penitenza affinché Dio intervenga a liberarlo: “Ogni uomo o donna israelita e i fanciulli che abitavano in Gerusalemme si prostrarono davanti al tempio e cosparsero il capo di cenere e, vestiti di sacco, alzarono le mani davanti al Signore” (Gdt 4,11). Inoltre, Giuditta, prima di intraprendere l’ardua impresa di liberare Betulia, “cadde con la faccia a terra e sparse cenere sul capo e mise allo scoperto il sacco di cui sotto era rivestita e, nell’ora in cui veniva offerto nel tempio di Dio in Gerusalemme l’incenso della sera, supplicò a gran voce il Signore” (Gdt 9, 1). Nel Nuovo Testamento, poi, Gesù stesso, parlando delle città di Corazin e Betsaida, afferma che avrebbero meritato la stessa fine di Tiro e Sidone se non avessero fatto penitenza con cenere e cilicio (Mt 11, 21).

La penitenza “pubblica” nel medioevo

È da queste pagine che i Padri della Chiesa, come San Cipriano, Sant’Ambrogio, San Girolamo e altri, alludono spesso alla penitenza “in cinere et cilicio”. A cavallo tra il V e il VI secolo, quando la Chiesa istituì la “penitenza pubblica”, scelse proprio la cenere e il sacco per indicare il castigo di coloro che avevano commesso peccati gravi e notori. Il periodo di quella penitenza canonica iniziava il mercoledì, primo giorno di Quaresima, e terminava il Giovedì Santo. Nella Roma del VII secolo, quaranta giorni prima della Pasqua, i penitenti si presentavano ai presbiteri, confessavano le proprie colpe e, se era il caso, ricevevano un vestito di cilicio impregnato di cenere. Essi restavano esclusi dalla chiesa, con la prescrizione di ritirarsi in qualche abbazia per compiere la penitenza.

La benedizione delle ceneri

Il primo formulario di benedizione delle ceneri risale all’XI secolo. Il rito di imporle sulla testa dei penitenti, gesto simbolico che si rifà alla tradizione biblica, si diffuse rapidamente in tutta Europa. Inizialmente venivano deposte sul capo degli uomini, mentre alle donne veniva fatta una croce sulla fronte. Inoltre, esso era riservato solo ai penitenti. Poi, essendo in seguito abolita la penitenza pubblica, il rito fu esteso a tutti i fedeli per richiamare alla memoria il comune destino mortale causato dal peccato originale.

Le “stationes” romane

A Roma, capitale dell’Impero e sede papale, a partire dal V secolo, si sviluppa la tradizione delle “stationes” quaresimali: i fedeli, ogni giorno, si radunano e sostano presso una delle tante “memorie” dei Martiri, che costituiscono le fondamenta della Chiesa di Roma. Nelle Basiliche, dove vengono esposte le reliquie, è celebrata la Santa Messa preceduta da una processione, durante la quale si cantano le Litanie dei Santi. Si fa in questo modo memoria di quanti, con il loro sangue, hanno testimoniato Cristo.
La prima notizia storica ufficiale, registrata nel “Liber pontificalis”, risale a Papa Ilario (461-468). È scritto che il Papa donò alla Chiesa di Roma una serie di vasi sacri da utilizzare nelle chiese in cui avvenivano le stationes. Questa pratica si diffuse poi in tutta Europa e nell’Africa del nord. Nei calendari liturgici che non seguono il Martirologio Romano venivano esplicitamente ricordate le chiese stazionali dell’Urbe, per sentirsi in piena comunione con il Papa. Una prima riorganizzazione e sistemazione delle stationes avviene, secondo la tradizione, con Gregorio Magno.

La riforma di Gregorio Magno

Il Papa si recava nella chiesa vicina a quella stazionaria. Lì si recitava un’orazione, quindi prendeva forma la processione che, al canto delle litanie dei santi, giungeva alla chiesa stazionaria dove si partecipava a una veglia di preghiera, successivamente sostituita dalla celebrazione eucaristica. Questo avvenne fino all’esilio avignonese. Nel 1870, le stationes non ebbero più luogo, a causa dei moti che portarono all’unità d’Italia e alla presa di Roma. Bisognerà attendere l’inizio del XX secolo per vedere rinascere le stationes romane, grazie a monsignor Carlo Respighi, che dal ’31 al ’47 sostenne e incoraggiò questa tradizione. Paolo Vi fu il primo Pontefice a riprendere l’uso di presiedere la prima “statio“, quella che per tradizione si svolge nella basilica di Santa Sabina sull’Aventino.

Santa Sabina, la “statio” del Papa

La scelta di partire proprio da questa particolare chiesa è probabilmente dovuta al fatto che anticamente la processione iniziava dalla chiesa di Santa Anastasia, nei pressi del Circo Massimo, e dunque la salita all’Aventino simboleggiava il cammino di purificazione dell’anima verso la perfezione spirituale. Santa Sabina non è sempre stata la prima “statio”. Infatti, fino a una certa epoca la Quaresima cominciava la domenica e in questo giorno le processioni iniziavano sempre dalle grandi basiliche. Di recente, il Papa non ha sempre celebrato la messa delle Ceneri a Santa Sabina. Non accadde nel 2013, quando Benedetto XVI rinunciò al suo ministero. Quella del Mercoledì sarebbe stata la sua ultima celebrazione pubblica da Sommo Pontefice. Pertanto si decise di svolgerla in San Pietro, per permettere a più fedeli di partecipare. E non accadde nel 2016, quando Papa Francesco ha presieduto la liturgia eucaristica nella Basilica Vaticana, poiché davanti al baldacchino del Bernini erano esposte le spoglie dei due Santi “icone” del Giubileo della Misericordia: S. Pio da Pietrelcina e S. Leopoldo Mandic.
Il Mercoledì delle Ceneri, il primo giorno del periodo penitenziale della Quaresima nella Chiesa cattolica, cade sempre 46 giorni prima della Domenica di Pasqua. È una festa “mobile”, a cui viene assegnata una data sul calendario solo dopo il calcolo della data della Domenica di Pasqua.
Come viene calcolata questa data? Sono felice che me lo chiediate.
In base alle norme stabilite dal Concilio di Nicea (anno 325) e in seguito adottate per il cristianesimo occidentale al Sinodo di Whitby, la Domenica di Pasqua cade ogni anno la prima domenica che segue la prima luna piena dopo l’equinozio di primavera.
Quest’anno l’equinozio di primavera cade lunedì 20 marzo, e la prima luna piena successiva è martedì 11 aprile. La Domenica di Pasqua si celebra quindi quest’anno il 16 aprile. Se volete sapere la data del Mercoledì delle Ceneri, contate 46 giorni prima e otterrete il 1° marzo.
Ma perché proprio 46? Pensavo che la Quaresima indicasse il periodo dei “40” giorni nel deserto…
Le sei domenica della Quaresima non sono considerate parte del “digiuno quaresimale” ufficiale (ogni domenica è un ricordo speciale della resurrezione di Cristo), per cui se sottraete 6 a 46 ottenete i famosi 40 giorni della Quaresima.
Ecco perché quest’anno il Mercoledì delle Ceneri cade il 1° marzo.

Il numero 40

Nella liturgia si parla di Quadragesima, cioè di un tempo di quaranta giorni. La Quaresima richiama alla mente i quaranta giorni di digiuno vissuti dal Signore nel deserto prima di intraprendere la sua missione pubblica. Si legge nel Vangelo di Matteo: «Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame».
Quaranta è il numero simbolico con cui l’Antico e il Nuovo testamento rappresentano i momenti salienti dell’esperienza della fede del popolo di Dio. È una cifra che esprime il tempo dell’attesa, della purificazione, del ritorno al Signore, della consapevolezza che Dio è fedele alle sue promesse. Nell’Antico Testamento sono quaranta i giorni del diluvio universale, quaranta i giorni passati da Mosè sul monte Sinai, quaranta gli anni in cui il popolo di Israele peregrina nel deserto prima di giungere alla Terra Promessa, quaranta i giorni di cammino del profeta Elia per giungere al monte Oreb, quaranta i giorni che Dio concede a Ninive per convertirsi dopo la predicazione di Giona.
Nei Vangeli sono anche quaranta i giorni durante i quali Gesù risorto istruisce i suoi, prima di ascendere al cielo e inviare lo Spirito Santo. Tornando alla Quaresima, essa è un «accompagnare Gesù che sale a Gerusalemme, luogo del compimento del suo mistero di passione, morte e risurrezione e ricorda che la vita cristiana è una “via” da percorrere, consistente non tanto in una legge da osservare, ma nella persona stessa di Cristo, da incontrare, da accogliere, da seguire», ha spiegato Benedetto XVI nel 2011.
L'imposizione delle ceneri
Le ceneri
Il Mercoledì delle Ceneri è giorno di digiuno e astinenza dalle carni (così come lo è il Venerdì Santo, mentre nei Venerdì di Quaresima si è invitati all’astensione dalle carni). Come ricorda uno dei prefazi di Quaresima, «con il digiuno quaresimale» è possibile vincere «le nostre passioni» ed elevare «lo spirito». Durante la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri il sacerdote sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte. Secondo la consuetudine, la cenere viene ricavata bruciando i rami d’ulivo benedetti nella Domenica delle Palme dell’anno precedente. La cenere imposta sul capo è un segno che ricorda la nostra condizione di creature ed esorta alla penitenza.
Nel ricevere le ceneri l’invito alla conversione è espresso con una duplice formula: «Convertitevi e credete al Vangelo» oppure «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai». Il primo richiamo è alla conversione che significa cambiare direzione nel cammino della vita e andare controcorrente (dove la “corrente” è lo stile di vita superficiale, incoerente ed illusorio). La seconda formala rimanda agli inizi della storia umana, quando il Signore disse ad Adamo dopo la colpa delle origini: «Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non ritornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere ritornerai!» (Gen 3,19). La parola di Dio evoca la fragilità, anzi la morte, che ne è la forma estrema. Ma se l’uomo è polvere, è una polvere preziosa agli occhi del Signore perché Dio ha creato l’uomo destinandolo all’immortalità.

Il conteggio dei giorni

Già nel IV secolo vi è una Quaresima di 40 giorni computati a ritroso a partire dal Venerdì Santo fino alla prima domenica di Quaresima. Persa l’unità dell'originario triduo pasquale (nel VI secolo), la Quaresima risultò di 42 giorni, comprendendo il Venerdì e il Sabato Santo. Gregorio Magno trovò scorretto considerare come penitenziali anche le sei domeniche (compresa quella delle Palme). Pertanto per ottenere i 40 giorni (che senza le domeniche sarebbero diventati 36) anticipò, per il rito romano, l’inizio della Quaresima al mercoledì (che diventerà “delle Ceneri”). Attualmente la Quaresima termina con la Messa nella Cena del Signore del Giovedì Santo. Ma per ottenere il numero 40, escludendo le domeniche, bisogna, come al tempo di Gregorio Magno, conteggiare anche il Triduo pasquale.

La liturgia

Come nell’Avvento, anche in Quaresima la liturgia propone alcuni segni che nella loro semplicità aiutano a comprendere meglio il significato di questo tempo. Come già accaduto nelle settimane che precedono il Natale, in Quaresima i paramenti liturgici del sacerdote mutano e diventano viola, colore che sollecita a un sincero cammino di conversione. Durante le celebrazioni, inoltre, non troviamo più i fiori ad ornare l’altare, non recitiamo il “Gloria” e non cantiamo l'“Alleluia”.
Duccio di Boninsegna, Tentazioni di Cristo
Le letture delle Messe domenicali

In questo Anno liturgico (ciclo A) la prima domenica di Quaresima è chiamata Domenica della tentazione, perché presenta le tentazioni di Gesù nel deserto (Mt 4,1-11). In questa Domenica la Chiesa celebra l’elezione di coloro che sono ammessi ai Sacramenti pasquali. La seconda domenica è detta di Abramo e della Trasfigurazione perché come Abramo, padre dei credenti, siamo invitati a partire e il Vangelo narra la trasfigurazione di Cristo, il Figlio amato (Mt 17,1-9). La terza domenica ci fa incontrare la Samaritana (Gv 4,5-42): Gesù, come dice alla Samaritana, ha un’acqua di vita che estingue ogni sete. La Chiesa in questa Domenica celebra il primo scrutinio dei catecumeni e durante la settimana consegna loro il Simbolo: la Professione della fede, il Credo. La quarta domenica fa riflettere sull’esperienza del «cieco nato» (Gv 9,1-41) per esortare a liberarci dalle tenebre del male e a ricevere la luce di Cristo per vivere da figli della luce. La quinta domenica presenta la risurrezione di Lazzaro (Gv 11,1-45) e ai catecumeni è consegnata l’orazione del Signore: il Padre nostro. Infine c’è la Domenica delle Palme in cui si fa memoria dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme e durante la quale viene letta la Passione di Cristo.